Le regole del compostaggio

– Il compost
– Il compostaggio domestico
– Materiali compostabili e non
– La pratica del compostaggio
Le regole del compostaggio
– Far fronte agli inconvenienti
– I tipi di compost
– Come si usa il compost
– Domande frequenti (FAQ)

LE 5 REGOLE DEL COMPOSTAGGIO DOMESTICO
Per praticare correttamente il compostaggio domestico occorre rispettare alcune semplici regole:

1. la scelta del luogo adatto
L’area dove si intende praticare il compostaggio deve essere raggiungibile tutto l’anno. Nelle vicinanze deve esserci una fonte d’acqua, per bagnare il materiale nel caso in cui si presenti troppo secco. Utile la presenza di un albero a foglie caduche che fornirààombreggiamento in estate e lascerà passare il tepore dei deboli raggi di sole in inverno.

2. la miscela ideale
Un buon equilibrio nutrizionale dei microrganismi responsabili del processo di trasformazione è dato dalla miscela di scarti umidi di cucina con quelli piú secchi del giardino, come le ramaglie. Questo accorgimento permette di ottenere un substrato con caratteristiche chimico-fisiche ottimali per il buon andamento del processo.

3. il controllo dell’umidità
L’acqua è necessaria allo sviluppo dei microrganismi. Il tasso di umidità ottimale deve essere intorno al 50-60%. Un eccessivo tenore idrico può condurre alla marcescenza del substrato, con problemi di cattivi odori; al contrario, un materiale troppo secco rallenta il processo di decomposizione finanche ad arrestarsi del tutto. La giusta umidità è garantita da:
a. la giusta miscela degli scarti, tra umidi e secchi
b. un’adeguata porosità del materiale che permette la circolazione dell’aria
c. l’eventuale copertura in periodi di piogge frequenti (non necessario per il composter)
d. nella fase del processo in cui la temperatura aumenta si verifica il fenomeno dell’evaporazione. In questo caso potrebbe essere necessario ripristinare il giusto livello di umidità con annaffiature.

Un metodo empirico per verificare se la miscela ha il giusto grado di umidità è la prova del pugno, che consiste nello strizzare con la mano un po’ di compost:
se qualche goccia scende tra le dita e il materiale non si disperde quando aprite la mano, il compost ha una buona umidità.
se l’acqua cola come se schiacciaste una spugna, è troppo bagnato.
se non cola nulla e il mucchietto si disfa, è troppo secco.

4. la giusta aerazione
Cosí come l’acqua, anche l’ossigeno é indispensabile alla vita dei microrganismi. Una buona aerazione genera una buona decomposizione dei materiali organici (sempre che anche gli altri parametri siano rispettati). Per contro, una cattiva aerazione darà inizio a dei processi anaerobici che produrranno cattivi odori. L’aerazione viene assicurata principalmente dai materiali strutturanti, come ad esempio le ramaglie spezzettate. La presenza di lignina nella loro composizione fa sí che mantengano una certa incoerenza, importante soprattutto all’inizio e a metà del processo. A fine processo, quando gli elementi saranno destrutturati, i vermi del compost si faranno carico dell’aerazione interna. I rivoltamenti sono indispensabili per ottenere una buona ossigenazione. Ogni rivoltamento rivitalizza il compost, dando un’ulteriore carica al processo biologico.

5. il controllo della temperatura
L’innalzamento della temperatura (55-65°C) conferma linizio dell’attività di decomposizione. Tale parametro indica ineluttabilmente che il processo è avviato e che i microrganismi lavorano in un substrato a loro congeniale, con adeguati apporti di ossigeno e di umidità. Al termine di questa prima fase, la temperatura tende progressivamente a diminuire,fino ad attestarsi, nel compost maturo, su valori prossimi a quelli ambientali.

APPROFONDIMENTO: Materiali secchi e umidi

MATERIALI STRUTTURANTI
Sono principalmente i rifiuti marroni, duri e secchi, come per esempio i rami, le foglie morte, la paglia,la carta, il cartone. Sono tutti molto ricchi di carbonio.
Le catene carboniche (principali costituenti di glucosio, cellulosa, lignina, ecc.) rappresentano un’importatne fonte d’energia per gli organismi decompositori e sono per la maggior parte trasformate in acqua e in anidride carbonica, producendo così calore.

I MATERIALI UMIDI
Sono principalmente i rifiuti verdi, molli e umidi, come le bucce dei frutti, i resti dei legumi e gli sfalci d’erba.
Sono facilmente digeribili e i microrganismi vi trovano zuccheri e proteine in abbondanza per nutrirsi, svilupparsi e riprodursi. Sovente, il tasso di umidità di questi materiali è anche superiore all’80%.

L’EQUILIBRIO SECCO-UMIDO
Se si lavora solo con dei materiali umidi, che non hanno struttura, pertanto non lasciano circolare l’aria e non assicurano l’eliminazione dell’acqua in eccesso, si rischia di ottenere una sostanza vischiosa e la formazione di odori sgradevoli (processo anaerobico). Al contrario, lavorando solo con materiali carbonici non si avrà a disposizione l’umidità necessaria per il processo.

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Compostaggio domestico

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