Compostaggio domestico

– Il compost
Il compostaggio domestico
– Materiali compostabili e non
– La pratica del compostaggio
– Le regole del compostaggio
– Far fronte agli inconvenienti
– I tipi di compost
– Come si usa il compost
– Domande frequenti (FAQ)

Il compostaggio domestico è un processo attraverso cui si ricava terriccio fertile dagli scarti organici della cucina (scarti di frutta, verdura, fondi di caffè, …) e del giardino (foglie, fiori, ramaglie …).

Si tratta della soluzione più ecologica e meno costosa per riciclare questa frazione biodegradabile.

Il compostaggio è prima di tutto un processo naturale. Prendiamo l’esempio del bosco: le foglie cadono; gli animali e le piante muoiono … da sempre. Eppure la copertura di humus nei nostri sottoboschi è al massimo di 20 centimetri di spessore e il terreno non è disseminato da rifiuti organici.
Questo perché la materia organica che cade al suolo rimette tutti i suoi componenti a disposizione dei vegetali, grazie al lavoro di decine di specie di microrganismi e di piccoli animali che si sviluppano sui rifiuti organici nutrendosi di zuccheri, di proteine, di cellulosa e di altri costituenti le materie organiche.

La tecnica del compostaggio è volta a riprodurre tale processo naturale e ad ottimizzarlo affinché i microrganismi si sviluppino in condizioni ottimali.

I decompositori del compost
Gli organismi più attivi possono essere classificati in due categorie: microrganismi e macrorganismi.

I microrganismi

I batteri
Di taglie e forme diverse (spesso filamentosi). Sono sempre presenti nella massa dei rifiuti organici dall’inizio del processo. Restano attivi durante tutto il compostaggio e in particolare alle alte temperature. Una loro rapidissima moltiplicazione anche in tipi di specie differenti permette l’utilizzazione di tutti i residui organici.

I funghi
Agiscono soprattutto sulle materie che resistono ai batteri. Hanno dunque un ruolo fondamentale. I funghi non sopportano temperature superiori ai 50°C; ciò spiega perchè li si trova in particolare nella zona periferica del compost e sono i soli a poter lavorare in un compost più secco, dove gli altri organismi abbandonano la partita.

Gli actinomiceti
Sono un tipo di batteri filamentosi, agiscono più tardivamente rispetto agli altri batteri e ai funghi e si moltiplicano meno rapidamente. Gli actinomiceti sono attivi nell’ultimo stadio del compostaggio. Sono specializzati per attaccarsi alle strutture più resistenti come la cellulosa, le emicellulose e la lignina (costituenti del legno).

A fianco di questi tre tipi di micro-organismi (batteri, funghi, actinomiceti), si trovano nel compost anche delle alghe, dei virus e dei protozoi.

I macro-organismi
I macro-organismi che intervengono nel processo di compostaggio sono diversi. I lombrichi del compost, per esempio, agiscono all’§;inizio del processo, su del materiale poco decomposto (dopo la fase termofila). I grandi lombrichi trascinano nelle loro tane frammenti di foglie o anche delle foglie intere. Integrano un miscuglio di frammenti organici e di loro escrementi che costituiscono un luogo ideale per le attività microbiologiche del suolo, che portano all’elaborazione del compost maturo. Molti altri macrorganismi compaiono soprattutto nella fase di maturazione del compost. I principali sono i vermi del compost (di più tipi), gli insetti, gli acari, i gasteropodi e i miriapodi.

Gli organismi presentati non vivono alle stesse condizioni di temperatura e non si nutrono delle stesse sostanze. Intervengono, infatti, nel processo di compostaggio in tempi diversi.
All’inizio del compostaggio, solo i micro-organismi sono attivi.

Le fasi del compostaggio

Fase di decomposizione (dal 1° al 2° mese)
In questa fase viene consumato molto ossigeno e la temperatura sale fino a oltre 60°C grazie all’attività dei batteri termofili. La massa viene cosí igienizzata da microrganismi dannosi e agenti patogeni presenti negli scarti.

Il processo di digestione comincia non appena il materiale organico viene accumulato. I microrganismi entrano subito in azione, utilizzano degli enzimi che distruggono inizialmente le pareti cellulari dei tessuti teneri. Quando le pareti cellulari sono bucate, il contenuto delle cellule fuoriesce e resta una struttura molle (ciò che definiamo “marcio”).

In un grande cumulo di compost la temperatura può arrivare a 50- 60°C e a volte anche di piú (70- 80°C in cumuli di diverse decine di metri cubi). Quando si raggiungono questi valori, la digestione diventa più rapida. Nelle aree calde i germi delle malattie e i semi delle piante infestanti eventualmente presenti nei rifiuti del giardino vengono neutralizzati La fase di decomposizione è abbinata ad una riduzione percettibile del volume, che si produce nei giorni seguenti la messa a cumulo o dopo il riempimento di un composter. È da imputare alla perdita di struttura della materia, alla trasformazione della materia sotto forma di CO2 volatile e all’evaporazione dell’acqua.

Fase di trasformazione (dal 2° al 4° mese).
La temperatura ridiscende progressivamente e i funghi colonizzano il materiale. Sotto i 30°C, i microrganismi restano attivi, ma, da questo momento, vengono normalmente accompagnati da organismi di maggiore taglia.

Fase di maturazione (dal 4° all’8° mese).
La temperatura scende ulteriormente. L’intervento di piccoli invertebrati, quali lombrichi, lumache, opilionidi, collemboli e centopiedi, completa la maturazione del compost riducendolo in humus.

Mentre i microrganismi operano la trasformazione dei rifiuti grazie alla secrezione di enzimi, la decomposizione data dai macro-organismi è dovuta al loro processo digestivo.
Questi sgranocchiano le estremità del legno divenute tenere o aspirano la sostanza dalle cellule. Il materiale viene cosí ridotto in piccole parti per l’ingresso nel tubo digerente, dove la decomposizione continua.
Prima della fase di maturazione, le foglie erano scure e restavano riconoscibili, una volta che i vermi (per la parte tenera) o i collemboli (per le parti più dure) agiscono, si trovano solo più sotto forma di “briciole”.
Queste particelle hanno una superficie totale mille volte più sviluppata della superficie originale della foglia. Su questa area “espansa”, altri microrganismi si mettono al lavoro.
La trasformazione finale della materia organica in elementi nutritivi, acqua e ossigeno è chiamata mineralizzazione. Le sostanze minerali formate rappresentano importanti nutrienti per la pianta.
Man mano che avviene la decomposizione del materiale organico, si ha la formazione di humus.

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